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Da dove arrivano i clienti del bot: link tracciati e incasso per provenienza

Telegram non dice da dove arriva chi apre il bot. Con un link per ogni annuncio o post lo sai tu: chi arriva, chi compra e quanto porta ogni provenienza.

Paghi un annuncio, pubblichi un post in un canale amico, metti il link del bot nella bio. Una settimana dopo il bot ha trenta iscritti in più e qualche ordine. Domanda semplice: quale di quelle tre cose ha funzionato?

Senza un sistema, la risposta è un'impressione. E le impressioni, in questo campo, sbagliano in modo prevedibile: si ricorda il canale che ha fatto rumore, non quello che ha portato i clienti che poi rinnovano.

Il limite di partenza: Telegram non te lo dice

Quando qualcuno apre un bot, Telegram non comunica da dove arriva. Non c'è un «referrer» come sui siti web, non c'è un'informazione sull'annuncio cliccato. L'unico segnale disponibile è il parametro del link: un bot si può aprire con un indirizzo del tipo t.me/nomebot?start=qualcosa, e quel «qualcosa» arriva al bot insieme all'avvio.

È poco, ma basta. Se ogni posto in cui pubblichi il bot ha un link con un parametro diverso, il bot sa da quale porta è entrato ognuno.

In ResellShop la pagina è Provenienza clienti, nel gruppo Marketing del pannello, ed è compresa nella licenza: non serve nessun modulo.

Si crea un link scrivendo un nome — per esempio «Annuncio giochi settembre» — e il pannello prepara l'indirizzo da copiare. Di base il link apre il bot esattamente come quello normale: il cliente non vede niente di diverso, e intanto il bot registra da dove è arrivato. Se vuoi, puoi anche decidere dove lo porta: lo vediamo fra poco.

Due abitudini che fanno la differenza:

  • un link per ogni posto, non per ogni canale di comunicazione. «Telegram Ads» è troppo largo: due annunci diversi meritano due link, altrimenti non sai quale dei due ha reso.
  • un nome che capirai fra tre mesi. «link2» oggi è chiaro, a dicembre no. Metti dentro il posto e il periodo.

Accanto a ogni link il pannello mostra quante volte ha fatto avviare il bot, contando sia i clienti nuovi sia quelli che c'erano già.

Un link tracciato non deve per forza aprire il menu generale. Accanto a ogni link c'è «Pagina d'arrivo», dove scegli che cosa trova chi lo apre:

  • il menu principale, come sempre;
  • lo shop, con l'elenco delle categorie;
  • una categoria, con i prodotti e il prezzo;
  • un prodotto, con la scheda e il pagamento.

Sopra la pagina puoi mettere un testo tuo, fino a 200 caratteri, che riprende l'annuncio. E, se hai il modulo Coupon, un coupon per i clienti nuovi: un coupon pubblico con scadenza, «solo primo acquisto» e un uso per cliente, che il bot sblocca a chi apre il bot per la prima volta in assoluto da quel link e che parte già applicato nel riepilogo dell'ordine. Chi era già cliente vede la stessa pagina, senza coupon. La riga dello sconto la scrive il bot, solo quando lo sblocca davvero: nel tuo testo, meglio non prometterlo.

Se la destinazione non è più in vendita, o se archivi il link, il cliente trova il menu di sempre: niente pagine d'errore a chi arriva da un annuncio. Un link archiviato sparisce dall'elenco ma continua ad aprire il bot, e nel report resta con il suo nome.

La pagina d'arrivo non cambia il conteggio: la provenienza si registra allo stesso modo, con o senza. Cambia quello che succede dopo l'arrivo, ed è il tema di Come vendere di più con un bot Telegram, dove trovi anche le altre opzioni che lavorano sugli stessi link: la notifica «Nuovo cliente nel bot» che dice da quale link è entrato, e, se nel tuo negozio l'username è obbligatorio, il bot che non perde chi arriva da un link senza username e riparte da lì appena l'ha impostato.

Prima provenienza e ultima provenienza

Per ogni cliente il sistema tiene due informazioni diverse, e conviene capire perché.

La prima provenienza è il posto da cui il cliente è arrivato la prima volta. Si scrive una volta sola, quando il cliente è nuovo, e non cambia più. È quella che conta per capire chi ti ha portato clienti.

L'ultima provenienza è l'ultimo link con un nome che il cliente ha usato. Serve a un'altra domanda: chi c'era già, è tornato grazie a quel post? Un avvio «diretto» — il cliente che cerca il bot per nome o lo riapre dalla chat — non la cancella, così l'ultimo annuncio cliccato resta visibile.

Tutte e due compaiono nella scheda del cliente: «Arrivato da» e «Ultimo link usato».

Che cosa leggere nella tabella

La tabella «Da dove arrivano» si guarda per periodo — sette, trenta, novanta giorni o da sempre — e per ogni provenienza dice:

  • nuovi clienti: chi ha aperto il bot per la prima volta da lì, nel periodo;
  • già clienti tornati: chi usava già il bot ed è rientrato da quel link;
  • hanno comprato: quanti dei nuovi hanno almeno un ordine pagato;
  • conversione: la quota dei nuovi che ha comprato;
  • ordini e incasso.

L'incasso è la colonna più utile, e va letta bene: comprende tutti gli ordini e i rinnovi pagati dei clienti arrivati da quella provenienza, anche quelli fatti dopo il periodo. Un canale che porta pochi clienti ma che rinnovano ogni mese, qui si vede. È il motivo per cui il confronto va fatto sull'incasso e non sul numero di iscritti.

Le provenienze che si riconoscono da sole

Non tutti gli arrivi passano da un link creato da te. Alcuni il bot li riconosce da solo, e li trovi in tabella con il loro nome:

  • diretto: ricerca per nome, @username, messaggio inoltrato;
  • invito di un cliente: il link personale di chi ti porta altri clienti;
  • link di un coupon: i codici pubblicati con il link che apre il bot;
  • centro assistenza e guide: chi arriva al bot partendo dalle tue guide;
  • campagna di benvenuto.

Questo aiuta a non sopravvalutare i propri annunci: se metà dei clienti nuovi arriva «diretto» o da un invito, il passaparola sta lavorando più della pubblicità.

Che cosa non può dirti

Meglio saperlo prima.

Conta gli avvii, non i clic. Chi vede il link, lo apre e non avvia il bot non lascia traccia. Non esiste un dato sulle visualizzazioni dell'annuncio: quello lo trovi, se c'è, dove hai comprato l'annuncio.

Non sa quanto hai speso. La pagina ti dice quanto ha incassato ogni provenienza, non quanto ti è costata. Il conto fra le due cose lo fai tu, ed è l'unico che conta davvero.

Non ricostruisce il passato. I clienti arrivati prima che la funzione esistesse compaiono come «clienti di prima, non tracciati». Da oggi in poi ogni cliente nuovo ha la sua provenienza; quelli vecchi no, e non c'è modo onesto di inventarla.

Un link inoltrato resta quel link. Se qualcuno copia il tuo link e lo gira in un gruppo, chi arriva da lì viene contato sulla provenienza originale. Di solito va bene così — è comunque merito di quel post — ma tienilo presente quando un link rende più del previsto.

Pochi numeri non sono un dato. Tre clienti nuovi da un post e uno che compra non dicono che quel canale converte al trenta per cento. Aspetta di avere abbastanza arrivi prima di chiudere un canale o raddoppiare un annuncio.

Un metodo in quattro passi

  1. Prima di pubblicare, crea il link con un nome chiaro e, se l'annuncio parla di un prodotto o di una categoria, dagli una pagina d'arrivo che porti lì. Mai pubblicare il link generico del bot in un posto che vuoi misurare.
  2. Dopo una o due settimane, guarda la tabella su trenta giorni: nuovi clienti, conversione, incasso.
  3. Dopo qualche mese, riguardala «da sempre»: è lì che si vede chi porta clienti che restano, perché l'incasso comprende i rinnovi.
  4. Decidi sull'incasso confrontato con quello che hai speso, non sul numero di iscritti.

Per il quadro generale dei numeri del negozio — rinnovi, confronti con il periodo prima, prodotti che rendono — c'è I numeri che contano davvero. E se il tuo modo di far arrivare clienti è il passaparola, il modulo Affiliazione dà a ogni cliente il suo link di invito; i clienti che porta li ritrovi anche qui, sotto «invito di un cliente».

La provenienza dei clienti fa parte di quello che c'è già senza comprare niente: il resto è elencato in Funzioni.

Scritto dalla redazione ResellShop.

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